l'albero delle lettere

La mistica ebraica insegna che le lettere dell’Aleph-Beit (l’alfabeto ebraico) sono lo strumento utilizzato dall’Eterno per creare l’universo. Mi piace immaginare allora che Dio abbia dato vita all’essere umano come la più ispirata delle sue poesie. E se per “scriverci”, la scrittura altro non è che la cristallizzazione di un pensiero-suono, Egli ha utilizzato le lettere o meglio i “segni” – vero significato della parola Otiott  – dell’alfabeto ebraico questi ancora possiedono qualità sopranaturali che permettono di convogliare l’impulso creativo originario nel reale.

Come una poesia, senza alcun travaglio intellettuale, sono nate le mie carte, le Otiot ispirate e dedicate alle 22 lettere dell’alfabeto ebraico.  Dal cuore della carta si diramano le diverse immagini che riprendono simbolicamente il significato della lettera. A volte la connessione, o meglio ancora il cablaggio, termine tecnico che più di ogni altro illustra la straordinaria capacità di connessione della Cabalà oltre i limiti del pensiero umano, è dato dal significato letterale, altre dalla ghematria, altre ancora da archetipi biblici o valori numerici. Ogni combinazione di carte-lettere è un responso numerico e filosofico capace manifestare le più nascoste verità. Le lettere ebraiche da sempre sono state abbinate, spesso arbitraria­mente, ai 22 arcani maggiori dei tarocchi con la pretesa di fare “indossare” alle lettere sacre le strette e non sempre nobili vesti dei tarocchi. Qui si lavora al contrario nella consapevolezza che la vibrazione della lettera è infinitamente supe­riore e indenne da tentazioni divinatorie. I tarocchi si sgravano allora di significati fatalistici di sapore ottocentesco per assumerne altri molto più profondi e in sintonia con la sensibilità acquariana. Per cogliere queste interpretazioni, spesso appa­rentemente contraddittorie per un occhio troppo razionale, è necessario guardare oltre il significato immediato e ormai fossilizzato nell’immaginario collettivo per scoprirne altri presenti solo in quel preciso momento per quella determinata persona che li osserva/interroga. Più che risposte è quindi importante cercare le domande che ogni lettera (o arcano) ci pone per evolvere nel nostro cammino. Le 22 lettere sono al contempo tappe attraverso cui passa l’unità per divenire molteplicità, ma anche gradini iniziatici al cui vertice splende l’oro filosofale inteso come individuazione e integrazione in senso junghiano delle nostra parte solare e lunare.

Più le si conosce e più si scende nelle loro profondità, talvolta abissali, per poi salire a livelli e frequenze sempre più sottili e spirituali. Le lettere racchiudono, in attesa di essere esplosa, tutta la realtà oltre i limiti spazio temporali: dai pianeti, ai Segni zodiacali, agli organi del corpo umano.  Per questo motivo le carte delle Otiot possono essere utilizzate su vari piani e con finalità diverse. Da “semplice” strumento di osservazione e meditazione sui colori e sulle forme, a medium per visualizzare e costellare il proprio tema natale. Ogni carta sintetizza inoltre ai suoi quattro lati gli insegnamenti del Libro della Formazione, testo base per chi desideri avvicinarsi al vero cuore della Cabalà.  Le carte possono perciò servire anche da ausilio per l’approfondimento o lo studio di questa straordinario testo di grammatica spirituale.

Frutto di passione e studio le carte delle Otiot si rivolgono a tutti coloro che vorranno utilizzarle con lo stesso intento con l’augurio che divengano fonte della stessa gioia che ho provato io, Cristina Unterberger nel “metterle al mondo”.

 

 

 

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