Buon Anno dalle Otiot

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Assolutamente perfetta per rappresentare l’inizio di un nuovo giorno, un Nuovo Anno, una nuova vita, la Aleph, prima lettera dell’alfabeto ebraico, ha in se la forza silenziosa dell’inizio che precede ogni inizio nel silenzio del pensiero divino e poi umano. La Aleph è così vicina al Nulla da cui scaturiscono il suono e la forma da non poter essere costretta in un particolare suono.  Il suono, il fonema e poi la parola ancora non esistono. Tutto è possibile in questa silente assenza unica. Unica e indivisibile da mano umana la forza della Aleph è immensa. Racchiude, al contempo, il segreto dell’unicità e della potenziale molteplicità che dà vita al tutto per tornare al Nulla, al “Senza Fine” da cui trae origine passando attraverso tutte le altre 21 lettere, rivestendosi di esse.

Ogni volta che la carta della Aleph prende corpo tra le nostre mani essa ci invita a renderci conto dell’enorme potenziale creativo che ci è dato e a chiederci cosa voglio, posso fare IO con questa energia? Dove o su cosa posso indirizzarla. Cosa “devo” mettere al primo posto, ora in questo momento?

Con queste domande, volutamente non facili, ma semplici auguro a tutti un Anno Nuovo, davvero Nuovo e Unico !

E da ultima ma non per ultima, una piccola meditazione: trovate un posto comodo e silenzioso. Chiudete lentamente gli occhi. Restate ad occhi chiusi per quanto tempo desiderate. Poco o tanto tempo non importa. Poi riaprite gli occhi ancora più lentamente e immaginate di essere appena nata/o e di respirare, vedere, ascoltare, sentire i profumi percepire ciò che vi circonda e il vostro corpo come se fosse la prima volta che lo fate con infinita gratitudine per il miracolo della vita.

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